L’anoressia adolescenziale nervosa è spesso lo specchio di una situazione familiare di disagio affettivo più o meno evidente e che coinvolge entrambe le figure genitoriali.
RAPPORTO CON LA MADRE
Prendiamo in considerazione il rapporto Figlia&Madre.
L’età adolescenziale è la porta verso l’età adulta e per molte ragazze che vedono cambiare il proprio corpo inizia un processo di separazione dall’età infantile non sempre ben accettato.
Ma perché queste ragazze non accettano il cambiamento? Perché rifiutano queste modificazioni corporee? Forse non vogliono assomigliare al modello di madre che conoscono. Ma perché si arriva a questo? Forse una madre fragile, dipendente e con scarsa autostima non rappresenta per la figlia un modello femminile di valore. Forse una madre vissuta in una famiglia che privilegiava i maschi non sentendosi realizzata, intrattiene un rapporto troppo intimo e confidenziale con la figlia rendendola responsabile e coinvolta in maniera quasi soffocante.
Sono madri che non hanno saputo costruire una solida identità femminile e non sono in grado di far acquisire alla figlia quella femminilità che esse stesse hanno rifiutato.
Nell’età della ribellione alle regole ed alle imposizioni, il sentirsi dipendenti dal cibo limita l’autonomia e la potenza; la ricerca di potenza è indice di impotenza e frustrazione.
Quindi la resistenza al cambiamento è forse il maggior problema che poi porta alla paura di aumentare di peso, alla persistente restrizione calorica ed alla alterazione della percezione di sé in relazione a peso e forma del corpo.
Il bombardamento mediatico in cui la femminilità si identifica con la magrezza, la bellezza e la capacità ginnica, non aiuta certamente una madre a capire cosa realmente si nasconde dietro ad un disturbo della figlia legato al rapporto con il cibo.
RAPPORTO CON IL PADRE
Prendiamo in considerazione il rapporto Figlia&Padre.
Spesso in ambito familiare la crisi del legame coniugale si manifesta con svalutazione della moglie da parte del marito: questa svalutazione è talvolta appoggiata anche dalla figlia e si crea così un rapporto di complicità Figlia/Padre conflittuale verso la madre. Spesso questo rapporto riguarda studentesse modello o sportive modello.
Se invece vi è un padre assente per cui manca il modello educativo maschile, succede che la figlia rimane imbrigliata in una relazione con la madre soffocante e non costruttiva.
Infine, se il padre è timoroso e non valorizza il corpo di una figlia che cresce, questo svilupperà in lei uno stato di svalutazione e indifferenza e la non accettazione del proprio corpo in trasformazione.
Il corpo diventa spesso l’unico mezzo di comunicazione che l’adolescente ha a disposizione per comunicare il proprio disagio.




